Di Enrico Buongiovanni
“Non esiste sconfitta nel cuore di chi... nonostante tutto, ha ancora voglia di sognare.”
Me lo sono ripetuto una mattina qualsiasi, di quelle che iniziano storte senza un motivo preciso.
Il caffè ormai freddo sul tavolo, il telefono pieno di notifiche che non avevo voglia di aprire, e quella sensazione strana di essere indietro nella vita, anche se non sai nemmeno rispetto a cosa.
È lì che la parola “sconfitta” prova a farsi spazio. Non arriva urlando.
Arriva piano...Ti si siede accanto e comincia a suggerire:
“Forse stavolta è finita davvero.”
Ma non è così.
La sconfitta non è cadere. Non è perdere un’occasione, sbagliare strada, o sentirsi persi per un po’.
La sconfitta vera è molto più silenziosa: è quando smetti di immaginare qualcosa di diverso da quello che stai vivendo.
Finché dentro di te rimane anche solo un filo di pensiero che dice “e se…?”, non sei sconfitto.
Sei solo in mezzo alla storia.
Il sogno non è evasione
C’è questa idea che sognare sia da ingenui.
Che sia un modo per non affrontare la realtà.
Ma chi lo dice probabilmente non ha mai provato a restare in piedi quando tutto dentro cede.
Sognare è faticoso.
È guardare la propria vita così com’è, senza filtri, e decidere comunque che non è tutto lì.
È come continuare ad annaffiare una pianta quando sembra secca, anche quando chiunque altro l’avrebbe già buttata.
Non è ottimismo. È resistenza.
Le crepe non sono la fine
Ci insegnano a nascondere le crepe.
A sistemare tutto in fretta, a dare l’idea che vada tutto bene.
Ma la verità è che sono proprio quelle crepe a farci respirare.
Ci sono stati momenti in cui mi sono sentito completamente fuori posto.
Come se stessi vivendo la vita sbagliata, o nel momento sbagliato.
Eppure, riguardandoli oggi, sono esattamente i punti in cui qualcosa si è aperto.
Non si vede subito, anzi, all’inizio sembra solo dolore inutile.
Ma col tempo capisci: non eri rotto, eri in trasformazione.
Andare avanti, anche male
Non sempre si va avanti con sicurezza.
A volte si trascinano i piedi, a volte si dubita di tutto, anche delle cose che prima sembravano certe.
E va bene così.
Non serve essere sempre forti.
Non serve avere tutto chiaro, a volte basta una cosa sola: non spegnere del tutto quella parte di te che continua a volerci credere.
Anche poco, anche male.
Il coraggio che non si vede
Il vero coraggio non è quello delle grandi decisioni.
Non è il momento perfetto, la svolta improvvisa, il “da oggi cambio tutto”.
Il vero coraggio è molto più piccolo.
È rispondere a un messaggio quando non ne hai voglia.
È riprovarci dopo una delusione.
È alzarsi anche quando la motivazione non c’è.
È continuare a pensare che qualcosa di bello possa ancora succedere, anche se ultimamente non è successo.
Non fa rumore, ma cambia tutto.
Finché sogni, non hai perso
Se sei qui, se dentro di te c’è ancora anche solo una piccola immagine di come vorresti che fosse la tua vita… allora no, non hai perso.
Magari sei stanco. Magari sei confuso.
Magari sei fermo.
Ma non sei finito.
Perché sognare non è scappare dalla realtà.
È tenere aperta una porta, anche quando tutto sembra chiuso.
E a volte basta proprio quello: una porta socchiusa, un filo di luce, un pensiero che resiste.
Il resto, piano piano, trova la strada.
