· 

Kintsugi: l'oro nelle crepe

Di Enrico Buongiovanni


Avete presente quella sensazione di fragilità che si prova dopo un addio, un fallimento o una perdita improvvisa? 

Quell'istante esatto in cui sembra che la nostra vita sia scivolata dalle mani, schiantandosi sul pavimento in mille pezzi impossibili da rimettere insieme.

​La prima reazione che abbiamo, da bravi esseri umani cresciuti nel mito della perfezione a tutti i costi, è nascondere i cocci. 

Compriamo una colla trasparente, cerchiamo di far combaciare i margini alla meno peggio e, se qualcuno ci chiede come va, rispondiamo con un sorriso automatico: "Tutto bene, non è successo nulla". 

Abbiamo una paura tremenda che gli altri vedano le nostre linee di rottura, perché ci hanno insegnato che essere "crepati" significa essere difettosi.

​Ma il Giappone, con la sua saggezza antica e silenziosa, ci offre una prospettiva completamente diversa attraverso un'arte che è, prima di tutto, una cura per l'anima: il Kintsugi.

L'arte di non nascondere il dolore

​Il Kintsugi è l'antica pratica di riparare la ceramica frantumata utilizzando una lacca speciale mescolata con polvere d'oro, argento o platino. 

Quando una tazza preziosa cade e si rompe, gli artigiani giapponesi non cercano di occultare il danno. 

Non usano una colla invisibile per far finta che l'incidente non sia mai avvenuto.

​Al contrario, scelgono di esaltare le fratture. Riempiono quelle crepe con l'oro splendente, trasformando i punti di rottura in quelli più forti, luminosi e preziosi dell'intero oggetto. 

La tazza riparata non torna come nuova; diventa qualcosa di superiore. 

Diventa un'opera d'arte che racconta, orgogliosamente, la sua storia.

​Il Kintsugi ci insegna che una ferita non è la fine della bellezza, ma l'inizio di una rinascita unica.

Riconoscersi nei cocci

​In quanti possiamo rispecchiarci in quella tazza di ceramica?

Ognuno di noi porta dentro di sé il proprio carico di cicatrici invisibili. 

C'è chi ha la crepa di un amore finito male, chi la frattura di un sogno professionale andato in fumo, o il graffio profondo di una delusione da parte di una persona che riteneva fraterna.

​Spesso guardiamo a questi eventi come a dei fallimenti personali. 

Ci sentiamo sminuiti dalle nostre cadute. 

Ma prova a cambiare punto di vista:

​Le tue crepe non sono difetti: Sono le prove tangibili che hai vissuto, che hai rischiato, che hai amato e che hai lottato. 

Una superficie liscia e impeccabile non ha nulla da raccontare.

​Il tempo è la lacca, la consapevolezza è l'oro: Curare una ferita dell'anima richiede pazienza e una cura meticolosa. 

Ma quando decidi di accogliere quel dolore invece di anestetizzarlo, stai lentamente versando oro nelle tue crepe.

​Sei più prezioso adesso: Una persona che è caduta ed è riuscita a rimettersi in piedi possiede una luce, un'empatia e una profondità che chi non ha mai sofferto non potrà mai comprendere.

Splendere attraverso le fratture

​Il Kintsugi non ti chiede di dimenticare il dolore, né di far finta che non abbia fatto male. 

Ti chiede semplicemente di smettere di vergognartene.

​Le persone più magnetiche e affascinanti che incontriamo nella vita non sono quelle impeccabili, che sembrano uscite da una copertina patinata. 

Sono quelle che, quando le guardi controluce, mostrano le loro venature dorate. 

Sono quelle che hanno preso i loro pezzi migliori, li hanno riassemblati con la pazienza del tempo e hanno deciso che valeva ancora la pena di splendere.

​Se oggi ti senti fragile, o se senti che dentro di te qualcosa si è spezzato, non disperare. 

Non cercare la colla trasparente della finzione. Prenditi il tuo tempo, raccogli i pezzi e preparati a versare il tuo oro. 

Perché sono proprio le tue crepe lo spazio esatto da cui, finalmente, entrerà la luce.